Cara palermitana, caro palermitano,

siamo abituati – anzi assuefatti – alla politica vergognosamente retorica: mille giri di parole, mille preamboli, tante finzioni.

Io voglio andare invece dritto al punto: mi candido a sindaco di Palermo perché voglio cambiarla. Radicalmente. E sono pronto a farlo. 

Siamo una città con enormi potenzialità. Abbiamo una storia millenaria e una posizione geografica che ci rende strategici per tutto il Mediterraneo. Eppure siamo tra gli ultimi in Italia. Sì, tra gli ultimi.

Siamo tra gli ultimi su gestione rifiuti, lavoro, vivibilità, scuola, diritti. 

Puoi verificarlo tu stesso. Guardati intorno, guarda la nostra città:l’immondizia inonda le strade; la mobilità è un incubo; le persone, soprattutto i più giovani, continuano a emigrare. 

Palermo è al collasso. Prendercene cura è un nostro dovere. 

Senza promesse, con la consapevolezza di affrontare uno per unoi problemi che in questi ultimi 15 anni ho conosciuto come le mie tasche.

Problemi che richiedono una soluzione “rivoluzionaria”: una buona e normale amministrazione. 

Ci si occupa dei conti compromessi trattando dignitosamente con il governo. Si ripulisce la città. Si fa un piano per la mobilità che sia all’altezza. Si avviano i progetti per lo sviluppo economico passando anche dal Pnrr. Si rende vivibile Palermo. Vivibile. 

Ascoltando e coinvolgendo i palermitani. Partendo dalle persone,dai bisogni, dall’essere cittadini attori del cambiamento. Facendo quello che l’attuale amministrazione non ha fatto: lavorando bene. 

Rendiamo Palermo una normale città d’Europa, la porta d’Europa nel cuore del Mediterraneo.

Io sono pronto. E tu? Facciamolo insieme!

Scrivimi